“Ben-essere”
domenica 1 Febbraio 2009 nella sede dell'ass. 1+1=3 di Lisciano Niccone (ex scuola media)
PROGRAMMAZIONE Ben-essere ore 15
A seguito dell'incontro di Domenica 18 Gennaio l'indirizzo della programmazione sarà sul tema delle Frequenze Musicali. Luigi Pettinari e Gabriele Michetti con la loro musica hanno fatto si di armonizzare il gruppo di lavoro. Ipotizzando che le tonalità frequenziali che noi riceviamo nel nostro quotidiano sono in media 4:40 per lo svolgimento del programma con le scuole verranno modulati incontri musicali con tonalità di 4:20. Una volta individuati i gruppi di giovani elaboreremo un modulo di intervento mettendo a contrasto ma allo stesso modo avvicinandoli con musica ed immagini del loro contemporaneo tecnologico (vedi T-Day) a musica strumentale e ad immagini e giochi armonizzanti seguendo le linee della bio-musica.
PARTY Ben-essere ore 17
Party di presentazione del progetto Ben-essere alle autorità, dirigenti scolatici e sportivi, associazioni. Musica, recitazione, letture, danza e libero sfogo alla Creatività. Un momento di armonizzazione per far capire il senso del progetto fatto di gioco e di creatività culturale per l'accettazione di ogni forma di diversità psico-fisica. Saranno presentati i brani di Alon per fare notare al pubblico la diversità delle frequenze.PROGETTO Ben-essere: fase II
A seguito dell'incontro del 25/10/2008 con la Programmazione delle attività da svolgere e affiatamento delle figure previste nel progetto si è dato l'imput per lo sviluppo della seconda fase di Ben-essere. Il dott. Tullio Francesco in qualità di psicologo farà da supervisore e coordinatore delle figure appartenenti allo sviluppo di Ben-essere. La figura dei counselor è stata individuata nella persona di Simona Governatori e di Zaira Margiacchi. Per i Creativi Culturali le due figure indicate dall'associazione 1+1=3 di Lisciano Niccone sono: per Tai j la sig. Cardosi Anna e per Shatsu la sig. Sandra Carletti. Le altre due figure indicate sono Luigi Pettinari e Mirko Montanari. L'intento è quello di formare attraverso una selezione con i counselor, di figure quali i peer educator. Lo scopo è quello di, grazie alle forme artistiche che vanno dalla preparazione con lo shiatsu ed il taij assieme alla recitazione e musica per arrivare ad una realizzazione di un video comprensivo di tutte le varie fasi, dal girato al montaggio. Come primo intervento suggerito dal dott. Tullio è quello di individuare circa 4 docenti scolastici e 3 dirigenti di squadre sportive con i quali poter sviluppare la fase vera e propria del progetto presentando inizialmente quello che è l'intento e la programmazione. In concomitanza la tutor Daniela Venturini provvederà successivamente a fare le lettere di incarico per il personale suddetto. L'intento è quello di intervenire per un'azione di prevenzione ma soprattutto come armonizzazione delle diversità. Si cercherà di dare informazioni sulla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e sul bullismo. L'adolescenza è l'età della maturazione sessuale e quindi della ricerca dell'altro. Incamminarsi verso la dimensione adulta obbliga il passaggio in quella zona esistenziale in cui qualunque generazione di qualunque epoca storica, si è ritrovata sola, al massimo con il supporto di un coetaneo. Incredibile il fatto che gli adulti si sottraggano ai loro figli proprio nel momento in cui questi si trasformano per diventare come loro. Ecco quindi il dibattito sull'opportunità dell'educazione sessuale a scuola, argomento di cui si parla da almeno trent'anni in modo non concludente. Attraverso il progetto si darà un aiuto nell'affrontare azioni di informazione e prevenzione per poter dare una comprensione alle famiglie attraverso un video ed eventualmente una presentazione del lavoro a Teatro fatto dai ragazzi per far capire l'armonizzazione che può avvenire riconosciute le proprie diversità tra gli studenti e per farlo comprender come messaggio ai genitori.L'Incontro con gli esperti guidato dal dott. Tullio come momento preparatorio di Domenica 18 Gennaio
L'incontro ha avuto inizio alle ore 18 con un gioco di saluto introduttivo. 15 min ed è proseguito con il programma presentato dal dott. Tullio Francesco.All'incontro oltre il personale indicato antecedentemente era presente anche la presidente dell'ass. 1+1=3 di Lisciano Niccone ed il presidente dell'ass. Assida di Città di Castello.
Ricapitolazione dello stato della iniziative e di quanto già concordato sulle procedure. 20 min
Raccolta su murale delle questioni aperte, domande e proposte dei partecipanti. 10 min
Un esercizio guidato da uno dei creativi 15 min
Breve discussione coordinata dal dr Tullio su quelle questioni aperte per le quali è possibile un rapido smistamento delle soluzioni ai diversi soggetti incaricati 30min
Discussione per le questioni più complesse con lo strumento DELIBERA 30 min
Brain storming di soluzione dell'eventuale nodo principale residuo 40 min
secondo esercizio attivante di altro creativo 15 min
gioco armonico di gruppo con firma a colori conclusiva 30 min
saluto 15 min
BIOMUSICA
La biomusica è una metodologia diretta e pratica che serve ad equilibrare e a stimolare il corpo per evitare la somatizzazione dei conflitti emotivi. Secondo il suo ideatore, il professor Mario Corradini, docente di musicoterapia in Italia, Svizzera e Spagna, questo metodo si basa sulla relazione fra suoni, musica, malattia ed energia bioenergetica e viene usato con successo in gruppi aperti, ai quali aderiscono persone senza sintomatologie dichiarate, e anche in terapia, ad esempio nel recupero dei tossicodipendenti.
Rilassamento, equilibrio e stimolazione sono i tre effetti immediati della musica. Mediante l'ascolto musicale, la produzione di suoni indirizzati, i giochi, gli esercizi di respirazione, le narrazioni e le fantasie guidate è possibile intervenire sul funzionamento del sistema bioenergetico, prevenendo la somatizzazione dei conflitti emotivi o contribuendo alla loro guarigione.
Il sistema bioenergetico Il sistema bioenergetico è costituito da centri, intendendo per tali quei sistemi neuro-endocrini che regolano le attività della persona. Questi sono punti di controllo delle funzioni vitali, si localizzano in zone specifiche del corpo umano e sono alimentati da energia nervosa che circola fra essi. L'energia è l'alimento dei centri, il combustibile con il quale funzionano. Questa energia deve mantenersi ad un livello costante, poiché se aumenta l'attività di un centro, alzando per questo il consumo energetico si sovraccarica tutto il circuito, mentre se diminuisce la quantità di forza disponibile il centro si può bloccare, fermando così la circolazione della corrente e producendo alterazioni in tutto il sistema.
I blocchi energetici Secondo la biomusica, la maggior parte delle patologie trova origine nei conflitti emozionali sofferti dalla persona. I disturbi di origine emotiva vanno ad interferire con il nostro sistema bioenergetico, costituito da centri neuro-endocrini che regolano tutte le nostre attività. Se l'energia che li alimenta non si mantiene a un livello costante in tutti i centri, si verifica un blocco che causa disequilibrio, disfunzioni o addirittura malattie. I blocchi di energia si localizzano in determinate zone del corpo, con ghiandole, organi e viscere corrispondenti:
• ghiandola ipofisi, epifisi, cervello;
• laringe, tiroide e paratiroide;
• cuore e timo;
• polmoni, bronchi, pleura;
• fegato, stomaco, pancreas, intestini;
• reni, prostata, utero;
• genitali.
Molte malattie, organiche o mentali, hanno origine nella sfera emotiva ed emozionale: in ognuno di noi si possono osservare rigidità mentali, emozioni represse e/o pregiudizi sul proprio corpo, paure, tutti elementi che determinano una certa divisione interiore e che comportano un fare - pensare - agire spesso contraddittorio.
La biomusica parte dalla constatazione che l'uomo somatizza costantemente le sue emozioni positive e negative, gli organi colgono queste vibrazioni che influiscono sul loro funzionamento. Attraverso il suono e la musica si può agire su due aspetti fondamentali della persona, emozionale e fisiologico, per arrivare all'identificazione dei conflitti che condizionano i comportamenti delle persone e per capire il funzionamento di quei meccanismi interiori che portano sofferenza.
Che succede a livello energetico? I conflitti emotivi, strutturandosi come blocchi, creano ostacoli al passaggio della energia nel corpo, si somatizzano e compare la malattia. I blocchi hanno una particolare forza di coesione, alla quale corrisponde una frequenza, cioè una nota chiave: inviando suoni con frequenza simile a quella di coesione si può alterare la forza che li mantiene uniti. A tal fine si usa il suono, canalizzando le vibrazioni verso i posti in cui i blocchi si trovano. Il suono, infatti, può entrare in risonanza con questa frequenza, rompere il blocco e reintegrare l'energia nel circuito bioenergetico, evitando così la somatizzazione. Da qui il carattere preventivo della biomusica: nel caso in cui la malattia sia già conclamata, questa terapia può aiutare a fermarne l'evoluzione o persino a produrre un'involuzione, grazie al principio di risonanza fra suono e corpo.
Tuttavia, anche se la musica indirizzata può dissolvere e/o rimuovere i blocchi ed indurli a restituire all'organismo quella energia che avevano immagazzinato, la guarigione completa avviene solo quando si risolve il conflitto emotivo che ha originato la patologia. I conflitti emotivi possono essere superati nel momento in cui la persona riesce ad individuare l'origine del suo male.
In questo caso è necessario, però, fare un lavoro profondo su se stessi ed attivare un cambiamento, altrimenti, primo o poi, ricomparirà la malattia. La musicoterapia può essere un valido aiuto, soprattutto se coadiuvata da altre tecniche che possono aiutare il soggetto ad operare sui conflitti, per risolverli e per riassorbire l'energia che hanno imprigionato.
Perché la musica? Il corpo è come uno strumento musicale che richiede una costante accordatura. Attraverso particolari combinazioni sonore si può agire per risonanza
• sulle zone corporee che risuonano per simpatia; il beneficio è dovuto al massaggio vibratorio che il suono apporta alle diverse parti del corpo, in accordo alla capacità di risonanza di esse. E' la frequenza dello stimolo sonoro, più che la sua provenienza, quello che induce la stimolazione dei meccanismi nervosi-ormonali, ossia risposte fisiche a quegli stessi implusi;
• sul sistema bioenergetico, influenzando e modificando il funzionamento;
• sulle ghiandole, stimolandone la produzione ormonale;
• sulle onde cerebrali; le onde cerebrali indicano i livelli di coscienza in cui si trova l'individuo: veglia, rilassamento, sonno leggero, sonno profondo. Il suono può modificare l'attività cerebrale inducendo il cervello a raggiungere la frequenza desiderata in accordo alla frequenza che si applica. Il sistema bioenergetico della persona varia secondo lo stato di coscienza: portando la frequenza delle onde cerebrali verso quelle che denotano uno stato di rilassamento, l'energia nella persona circola con più equilibrio, diminuiscono la frequenza cardiaca, la respirazione e la pressione sanguigna e predominano le onde cerebrali più lente. Quando la persona è rilassata, ma attenta, i nodi di conflitto possono essere individuati meglio, il soggetto non si identifica troppo emotivamente con essi e l'energia, che in questo stato fluisce in modo equilibrato, aiuta a limitare i blocchi, predisponendo così alla risoluzione degli stessi.
Movendo da queste considerazioni, la musica viene integrata ad altre discipline complementari, per ristabilire l'equilibrio psicofisico della persona. Durante le sedute si coinvolge e si attiva globalmente il soggetto attraverso il movimento del corpo, che la musica facilmente stimola, le associazioni mentali, le immaginazioni guidate e il risveglio emozionale. Nel gruppo si tenta di far uscire l'individuo dal suo isolamento, vincendo le sue resistenze, per farlo relazionare con gli altri.
Il metodo: In Biomusica il metodo è un insieme di proposte tratte da diverse discipline che vengono utilizzate dal terapeuta per promuovere il benessere psicofisico della persona, aiutandola a superare i conflitti emotivi che causano disfunzioni al sistema bioenergetico. Il principio fondamentale di questo metodo sta nella convinzione che il suono esercita costantemente un'influenza sull'organismo umano. Il suono diventa così una vera e propria forma di energia; noi ascoltiamo con l'udito ma anche con le ossa, il sangue, i muscoli, la pelle e tutta la materia di cui siamo fatti. Siamo materia che vibra: tutto il corpo o una parte di esso può entrare in risonanza quando riceve vibrazioni simili alle proprie e ogni zona dell'organismo vibra a frequenze diverse a seconda dei materiali che la compongono.
Nella seduta di biomusica vengono, dunque, proposti esercizi con il suono vocale indirizzato, giochi, narrazioni e fantasie guidate.
il suono indirizzato
Il corpo si comporta come un ricetrasmettitore di onde, sensibile alle vibrazioni sonore, in particolare a quelle situate approssimativamente nella zona corrispondente all'ampiezza media della voce umana, dalla più grave delle voci maschili alla più acuta delle voci femminili. Il principio attivo della tecnica del suono indirizzato consiste nell'emissione e nella ricezione cosciente dei suoni: si devono inviare le loro vibrazioni verso la zona corporea da noi voluta per rimuovere il blocco. Intonando determinate note nello loro giusta frequenza si agisce per risonanza simpatica sui blocchi, sciogliendoli, recuperando l'energia che avevano accumulato e ridistribuendola nell'organismo. Questo processo diventa efficace se applicato prima della somatizzazione dei conflitti, quando i blocchi sono ancora carichi d'energia.
Gli esercizi con suoni indirizzati si basano sulla combinazione di respiri appropriati, su intonazioni precise di note, su immagini mentali e sulla partecipazione attiva del soggetto e sull'intenzionalità con la quale vengono realizzate le attività.
La voce La voce nasconde in se una grande forza guaritrice; la voce è il principale strumento terapeutico per canalizzare ed indirizzare il suono verso il centro bloccato, influenzando di conseguenza anche gli organi corrispondenti. Cantando il suono più basso che siamo in grado di produrre e toccando le zone dove questo risuona, possiamo sentire vibrare il petto e parte del ventre, la schiena e le costole. Se poi proviamo con un suono medio, vibreranno il collo, la clavicola, la mandibola inferiore e parte della nuca, ciò vuol dire che questo secondo suono si collocherà un po' più in alto rispetto al primo. Da ultimo, se cantiamo un suono acuto il più forte possibile, ci accorgiamo che vibrano le ossa della testa, il naso, la fronte ed il palato, cioè le zone del corpo più alte delle precedenti. Questo è dovuto al fatto che ogni frequenza risuona in un posto particolare dell'organismo. Tanto più acuto è il suono prodotto o ricevuto, tanto più in alto vibrerà il nostro corpo.
i giochi
I giochi di socializzazione, di riscaldamento, di creatività … teatrali, ritmici … sono tutti trasformazioni di giochi infantili e/o musicali ed hanno lo scopo di scuotere il soggetto togliendolo dalla sua immobilità, facendogli cioè eseguire movimenti corporei ai quali non è abituato, spingendolo a vincere le resistenze acquisite per avvicinarlo al resto dei componenti del gruppo. Il primo è un obiettivo che tende a fermare o ad alterare la catena di pensieri, emozioni e movimenti quotidiani, l'ultimo invece è socializzante. A livello muscolare si mira a contrarre e a rilassare le diverse zone corporee, scaricando le tensioni superficiali e caricando in modo positivo l'emotività della persona.
le narrazioni
La narrazione, tecnica conosciuta sin dall'antichità, è usata in Biomusica per aiutare il soggetto a ripercorre la sua storia, per individuare eventuali situazioni difficili alle quali vengono tolte conflittualità e negatività. La musica in questa attività serve per creare un'atmosfera suggestiva e per isolare da eventuali rumori o voci provenienti dall'esterno, che potrebbero disturbare o distogliere l'attenzione. E' necessario che il soggetto sia in uno stato di rilassamento e calma e che visualizzi il racconto, poiché se dovesse perdere il filo della narrazione è possibile che proprio in quel punto del racconto si nasconda il conflitto, che si tenterà di risolvere con un dialogo successivo con il terapeuta. Vengono preferite le narrazioni che contengono le cosiddette immagini primordiali, presenti nei miti, nei racconti fantastici e nelle tradizioni folkloristiche, e che hanno speciali connotazioni collegate all'organismo umano e alle paure ataviche delle persone, come la luce, l'acqua ed il fuoco. La luce e l'acqua, percepite come sostanze fluide possono agire come ammorbidente della zona corporea su cui si tenta di lavorare, possono aiutare a distenderla e a favorire lo scioglimento del blocco emotivo che la interessa. La luce, immagine universale che tutte le persone sono in grado di riportare alla mente, induce a stati di rilassamento attivo. Il fuoco è presente nei racconti in cui si affrontano conflitti con persone dell'altro sesso.le fantasie guidate
Tecnica importante per aiutare la ristrutturazione delle personalità ed è ottima per concludere una seduta di Biomusica, soprattutto se si usano correttamente degli stimoli musicali appropriati, che permettono così di arrivare molto velocemente a conclusioni utili per gli obiettivi di questo metodo. Si tratta di << strutturare un argomento immaginario fra il soggetto e l'operatore, in cui si tenta di giungere ad un punto dal quale la persona possa osservare, direttamente o come allegoria, i sui nodi di conflitto emotivo >>. L'argomento della fantasia verrà sviluppato da entrambi: il terapeuta stimola, incoraggia, persuade senza forzare perché la persona, seduta e ad occhi chiusi, racconti le azioni che si sviluppano nel suo mondo interiore. La comparsa lungo il racconto di personaggi-chiave può alludere ad eventuali conflitti e l'immagine che li accompagna deve agire, << per attivare quei meccanismi mentali necessari affinché il problema venga risolto ed il ricordo negativo perda gradualmente la sua forza distruttiva >>. L'esperienza indica che le immagini più utilizzate si collegano a problemi emotivi originati nel nucleo affettivo - familiare e l'obiettivo non è certamente quello di modificare gli avvenimenti del passato, ma di cambiare la relazione emotiva della persona con gli stessi.
Testo Maria Teresa Nardi Bibliografia M. CORRADINI, Biomusica - La Musicoterapia nel suo metodo integrale, Ed. COM, Ascoli Piceno, 1996. M . CORRADINI, Iniziazione alla Musicoterapia, Esercizi di rilassamento, tonificazione ed equilibrio con la Biomusica, Ed. Mediterranee, Roma, 1999.
IPOTESI DI SVILUPPO PROGETTO Ben-essere
FREQUENZEIl progetto si concluderà con la realizzazione di un video e di un gioco di creatività da presentare volendo anche in un teatro su una linea guida che potrebbe essere la seguente:
ALON
Buio.
Voci in sottofondo dettano numeri in tutte le lingue. Alle spalle del palco un maxischermo in cascata acqua e numeri.
Un esplosione improvvisa crea una nuvola bianca da cui esce ALON. Una figura di stampo fantastico-mitologica non distinguibile per sesso e razza, che tremante rivede a tratti confusi collegati ai numeri i brutti ricordi della sua vita. ALON disperato alla ricerca d'amore e dopo aver sperimentato senza distinzione di sesso, religione, etnie si ferma e si osserva. Guarda le sue mani, i suoi piedi e prende consapevolezza di se stesso. Scava nel profondo del suo cuore e trova un tesoro. Prende atto della sua consapevolezza...
Appare una casa fatta di luce e si presenta come un bosco in penombra. ALON deve simbolicamente incarnare la negatività, cioè la prima fase di un percorso mentale, destinato ad un cammino catartico fino all'acquisizione della positività come stato mentale conclusivo (il Bene che prevale sul Male).
Dalla casa esce a volte per incontrare e risvegliare delle donne dal loro Male. Sdoppiandosi cambia sembianze e diventa DIAMANTE. Nel bosco sta dormendo EDNA (una figura femminile di colore, dai connotati fiabeschi di facile individuazione in molteplici favole es. ne "La Bella Addormentata"), che viene accarezzata da ALON-DIAMANTE. Leo si sveglia ed inizia a cantare "AGORA" il primo brano dello spettacolo, animando il bosco, proteggendo piccoli esseri, vittime di ogni tipo di abusi, che si eleveranno sui trampoli acquisendo la forza in un vortice di voci, magie, riti voodoo.
Entra in scena VIX, strega ammaliatrice.
Il palco acquista colori e diventa una discoteca in cui tutti ballano.
ALON-DIAMANTE osserva in silenzio e si rattrista, tornando nel suo piccolo rifugio. Il palco torna buio e solo la sua casa è lucente.
Il palco si accende di una luce stroboscopica proveniente dalla casa. Appare LUSSY (prostituta costretta) sotto un lampione accerchiata da macchine in velocità. ALON-DIAMANTE cerca di avvicinarsi a lei, ma viene travolto continuamente. Steso per terra viene affermato da TOURE' (cyber donna, vittima di numerosi incidenti) che lo porta nella sua macchina.
Nell'auto ALON-DIAMANTE si stupisce di trovare EDNA, VIX e LUSSY.
Spuntano delle ali alla macchina che prende il volo tra nuvole, fulmini ed arcobaleni in un VORTICE DI FELICITA'. Ed è allora che ALON ritorna se stesso. Si sveglia esce dalla casa, esulta; torna il silenzio ed il buio.
SHIATSU E PROGETTO BEN-ESSERE
COS'E' LO SHIATSU
Lo shiatsu è una tecnica manipolatoria del corpo, proveniente dal giappone, che si rifà al principio della medicina tradizionale cinese, secondo la quale l'essere umano è un'espressione energetica dell'universo, regolato dalle stesse leggi naturali; secondo questa teoria il corpo umano è attraversato da una fitta rete di canali al cui interno scorre l'energia, specializzata nel compiere tutte le funzioni vitali, collegata agli organi e a tutti gli aspetti psico-emotivi dell'essere umano. Molto spesso chi si avvicina allo shiatsu lo fa per risolvere tensioni, rigidità, blocchi a livello muscolare o articolare, dolori di varia natura, ma ricevendo un ciclo di trattamenti shiatsu ci si rende conto che questa pratica ha un importante effetto anche sull'aspetto mentale ed emotivo, proprio perché considera l'individuo nel suo insieme, in tutti i suoi aspetti, senza separare mente e corpo. Secondo la medicina cinese, la malattia, il malessere, il disagio sono provocati dal fluire non armonioso dell'energia: lo shiatsu, l'agopuntura e tutte le tecniche che lavorano secondo questo principio, cercano di ripristinare l'equilibrio lavorando sull'energia "sana" del ricevente, stimolando le sue capacità di difesa, mettendo in moto il processo dell'autoguarigione. Un trattamento shiatsu si riceve stesi a terra su un materassino (futon), vestiti con abbigliamento comodo, in condizioni di calma, silenzio e rilassamento, agisce attraverso pressioni portate con peso rilassato lungo i canali energetici, facendo allungamenti e mobilizzando tutte le articolazioni, proprio per eliminare i blocchi e ripristinare il benessere psicofisico. Attraverso il tocco, il contatto, immersi in una sorta di meditazione a due, lo shiatsu può diventare un valido sostegno, un valido compagno che ci può aiutare ad affrontare i vari momenti e difficoltà della vita. Non ha controindicazioni, tutti possono riceverlo, senza limitazioni di età. Questa arte per la salute si usa nel campo del benessere, del rilassamento, come prevenzione, ma esistono anche molte esperienze di volontariato shiatsu come sostegno nelle terapie delle tossicodipendenze, nei malati terminali, nel parkinson, nei disturbi alimentari, nei disturbi dell'attenzione, nella depressione e in molti altri ambiti. Il contatto con l'altro è sempre meno presente nella nostra vita, ma con l'ausilio di questa disciplina possiamo contattare la persona in profondità e dare un appoggio sicuro e sincero.
PROGETTO BEN-ESSERE
Come avvicinare i ragazzi a questa pratica in occidente ancora poco conosciuta, dove il contatto tra operatore e ricevente costituisce l'elemento fondamentale? Iniziando con dei esercizi eseguiti su se stessi, i primi passi nell'apprendimento dello shiatsu. Si tratta di prendere contatto con se stesso e successivamente con gli altri. Attraverso degli esercizi fisici collegati al respiro, lavorando sui canali energetici, stimoliamo il flusso energetico, impariamo ad ascoltare i messaggi del corpo, impariamo il linguaggio del corpo e, a mano a mano che si procede nella pratica, si imparano tecniche di contatto col ricevente e tecniche di pressione esercitata con i palmi sul corpo di un'altra persona. Ad ogni incontro sono previsti esercizi svolti sia singolarmente che a coppie, ed un gioco semplice da fare in guppo in modo da creare l'armonia, il sostegno, e la solidarietà nel gruppo, senza competizione. Con queste tecniche cerchiamo di imparare che è possibile contattare l'altro in modo naturale. L'obiettivo che ci poniamo è di creare curiosità e fiducia nel prossimo, e nei confronti di questa pratica olistica, elementi necessari per poter sottoporsi a trattamenti shiatsu veri e propri. Alla fine di questo percorso avremo insegnato ai ragazzi delle tecniche di rilassamento utili a loro stessi e adatti a un nuovo approccio alla relazione con l'altro, una conoscenza in più, un piccolo seme di speranza, che un giorno potrà sempre germogliare.
INCONTRARE LO SHIATSU
Approccio alla tecnica
Obiettivi:° dare ai partecipanti semplici strumenti
di riequilibrio energetico personale:
DO-IN (autoshiatsu)
STRETCHING DEI MERIDIANI
PRATICHE DI RILASSAMENTO
PRATICHE DI RESPIRAZIONE
° fornire tecniche di base del contatto shiatsu
° approccio al contatto con sé e gli altri
° stimolare curiosità e fiducia necessarie per provare trattamenti shiatsu
SVOLGIMENTO:
Prevediamo 10/12 incontri di 2.00 ore a cadenza settimanale, per un gruppo di 6-10 ragazzi. (x 4 gruppi sett).
°PRATICA PERSONALE:
scioglimento e mobilizzazioni delle articolazioni, esercizi di stretching dei meridiani energetici, esercizi di rilassamento e respirazione, piccole manovre di DO-IN (tecnica di auto-shiatsu).
° PRATICA DI CONTATTO:
appoggio, uso del peso, allineamento della colonna vertebrale, centratura, posizioni del praticante.
°uso del palmo sul corpo del ricevente
°giochi di gruppo
° brevi cenni teorici
Insegnante: Sandra Carletti
TaiJi Chuan e Progetto Ben-essere
TAIJI CHUAN significa BOXE DELLA SUPREMA SOMMITA'
E' un'arte marziale basata su principi taoistici per cui nulla rimane stabile, ma tutto è soggetto a perpetuo cambiamento e trasformazione. Il Taoismo non è una religione, ma viene inteso come filosofia di vita.
Praticando il Taiji non si può evitare di coglierne innumerevoli applicazioni formative non solo rispetto alla propria vita personale, ma anche in riferimento al modo di vivere con gli altri.
Può essere usato da chiunque ( anche da persone di una certa età) perché non ci sono requisiti fisici richiesti.
E' una disciplina sicura dal punto di vista fisico in quanto, pur essendo un'arte marziale non fa uso della forza muscolare, i movimenti sono lenti, armonici ed assolutamente innocui.
Si tratta di una forma di ginnastica dolce, ma allo stesso tempo un metodo terapeutico basato sui principi della medicina tradizionale cinese, un'arte marziale ed anche una forma di meditazione.
La pratica del Taiji ha effetti benefici generali sulla salute psicofisica:
- Sviluppa la percezione\conoscenza del proprio corpo facilitando il riconoscimento dei segnali che esso invia e che spesso rimandano a segnali di tipo emotivo ( rigidità, tensioni, ansie)
- Permette, data la serenità mentale stimolata dalla pratica, di dissolvere le strutture dei pensieri negativi sostituendoli con atteggiamenti positivi.
- Incrementa l'energia interna aiutando la persona a percepirla e guidarla intenzionalmente.
- Migliora la conoscenza di se stessi.
- Migliora l'autoconsapevolezza del proprio rapporto con gli altri. ( molti esercizi si realizzano a coppie)
Il Taiji dona a chi lo pratica:
FLESSIBILITA non solo fisica, ma intesa anche come capacità di adattarsi efficacemente a situazioni e con persone diverse, di comprendere ed apprezzare i punti di vista differenti dai propri e di tollerare incertezze ed ambiguità.
EQUILIBRIO EMOTIVO capacità di riconoscere e gestire la propria emotività di fronte all'opposizione\ostilità degli altri, in situazioni stressanti dimostrandosi consapevoli delle proprie possibilità.
ASCOLTO EMPATICO capacità di comprendere gli altri, di ascoltare attentamente e rispondere ai loro desideri, sentimenti, preoccupazioni.
Aumenta il desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte di un gruppo per sviluppare in modo più efficace il proprio apprendimento.
Può essere utile, inoltre, per la gestione dello stress in quanto prevede una serie di automassaggi, esercizi di respirazione e meditazione.
La metodologia didattica del Taiji prevede:
esercizi individuali
esercizi a coppie
esercizi in gruppo
Le pratiche del Taiji comprendono:
QI GONG E MEDITAZIONE TAOISTA
Si tratta di esercizi di respirazione, concentrazione, visualizzazione per aumentare l'autoconsapevolezza delle proprie potenzialità.
FORMA TRADIZIONALE DI STILE YANG
La forma è una successione di movimenti predefiniti da ripetersi in modo lento, fluido e continuo. Ogni movimento corrisponde ad una applicazione marziale.
TUI SHOU Si tratta di una pratica a coppie chiamata anche " spinta con le mani" fondamentale come esercizio di comunicazione interpersonale, ascolto dell'altro ed adattamento flessibile del proprio comportamento ai movimenti del compagno in maniera morbida ed armoniosa.
Questa pratica rappresenta a tutti gli effetti uno degli esercizi più potenti del Taiji dal punto di vista formativo. Si tratta di un eccellente strumento di auto osservazione, auto consapevolezza ed ascolto di se stessi e dell'altro.
E' chiaro, quindi, come questo esercizio possa essere utilizzato per fare emergere blocchi, resistenze, dinamiche che caratterizzano il singolo e la sua relazione con gli altri.
Grazie al Tui Shou il partecipante può concentrarsi su se stesso, divenire sempre più stabile (fisicamente e psicologicamente ) ascoltare l'altro adattandosi armoniosamente ai suoi comportamenti.
"Non conosci gli altri né te stesso:ogni battaglia è una sconfitta certa.
Non conosci gli altri ma conosci te stesso: a volte vittoria a volte sconfitta.
Conosci gli altri e te stesso: cento battaglie senza pericoli "
( Sunzi)
Insegnante: Anna Cardosi
